Caipirinha all’anguria per salutare l’estate

La caipirinha è il cocktail brasiliano per definizione, a base di cachaça, lime, zucchero di canna e ghiaccio.

Ecco qui una sua variante all’anguria, ideale come aperitivo o dopo cena in queste sere estive.


Ingredienti (per 1 cocktail)
Mezzo lime
2 cucchiaini di zucchero
55 gr di purea di anguria
50 ml di cachaça
Ghiaccio tritato q.b.
Foglioline di menta per decorare


Procedimento
Tagliate il lime a fettine e mettetelo in un bicchiere capiente, modello old fashioned e aggiungete lo zucchero.
Tagliate l’anguria e pezzetti e frullatela fino a ottenere una purea liscia.
Pestate zucchero e lime utilizzando un pestello in modo da spremere il lime e amalgamarlo con lo zucchero.
Tritate il ghiaccio, per la finezza regolatevi in base ai vostri gusti.
Versate nel bicchiere la purea di anguria, il ghiaccio tritato e la cachaça.
Mescolate il tutto con un cucchiaio dal gambo lungo.


Consigli

  • Se amate i cocktail dolci potete utilizzare 2/3 cucchiaini di zucchero, se invece preferite sentire l’aroma della cachaça potete usarne uno solo.
  • Zucchero raffinato o grezzo? Potete utilizzare quello che preferite, i baristi americani preferiscono lo zucchero grezzo, in Brasile optano per quello bianco raffinato. Potete anche sostituire lo zucchero con sciroppo semplice (composto di acqua e zucchero in parti uguali).
  • Se non avete in casa un pestello, potete utilizzare la parte convessa di un cucchiaio per pestare lo zucchero e il lime.
  • La ricetta originale indica 50 ml di cachaça: le associazioni di barman consigliano di utilizzare 60 ml di cachaça, poco più di uno shot, per avere un cocktail più dolce e aspro; se invece preferite i cocktail forti potete arrivare fino a 75 ml (quasi due shot!).

Curiosità

La cachaça è un liquore brasiliano ottenuto dalla distillazione della canna da zucchero. La sua origine è fatta risalire al 1532 quando in Brasile si diffonde la canna da zucchero con i portoghesi. Con gli scarti della canna da zucchero veniva prodotta la garapa, un succo non fermentato usato anche come potente medicinale, e che fermentato si trasforma nella famosa cachaça.

Il nome deriva dal diminutivo portoghese caipira, che significa semplice, umile, e che viene utilizzato per chiamare gli abitanti delle campagne più remote del Brasile.

Foto: Pousada Beijaflor, Milano Marittima – www.facebook.com/pousadamilanomarirtima/